La partita di ieri sera è stata una battaglia, senza esclusione di colpi, con una netta prevalenza dell’organizzazione difensiva di entrambe le squadre sui rispettivi attacchi, il che rispecchia il credo dei due allenatori.
Tutto questo ha generato un primo tempo assai povero di emozioni, con portieri di fatto inoperosi, anche per gli errori di conclusione (Pavlovic di testa su uscita a vuoto di Milinkovic (!), Spinazzola dopo azione individuale e Nkunku a seguito di un ben orchestrato contropiede); le cose migliori restano uno spunto di pura classe di Modric tra quattro avversari, costato un cartellino giallo a Buongiorno ed un lancio in profondità di KDB per Giovane, vanificato da un fuorigioco millimetrico.
Un po’ poco, per lo spettacolo, ma tutto ampiamente prevedibile.
Così come prevedibile era un secondo tempo diverso, più emozionante, come sempre succede quando i due pugili, dopo essersi studiati nei primi round, cominciano, con il passare delle riprese, ad affondare i colpi, cercando il colpo del ko.
Dopo un ottimo affondo in ripartenza, con tiro teso e radente di Giovane (che nel primo tempo aveva fatto rimpiangere l’assente Hojlund), a cui risponde Maignan con un paratone (un unicum in tutta la partita!), il primo a sparigliare le carte è Conte, che inserisce Alisson Santos proprio al posto di Giovane: la mossa, risulterà decisiva, insieme a quella di pochi minuti dopo, quando Politano rileva un buon Spinazzola.
Ed è proprio da un affondo sulla sinistra di Santos, in serata di grazia, che nasce il gol: il brasiliano smarca Olivera – anch’egli molto cresciuto rispetto alle ultime uscite – che scodella al centro, dove, dopo una deviazione di testa di De Winter, arriva Politano che insacca con un sinistro al volo!
Allegri risponde inserendo tutta la sua potenza di fuoco (Pulisic, Loftus-Cheek e Leao), ma il massimo risultato è un colpo di testa alto di Gimenez; Conte ha osato per primo ed ha avuto ragione, in una partita decisa tutto sommato da un episodio, come sottolineato dallo stesso Allegri, colpito e affondato dal suo amato “cortomusismo”.
Così ora il Napoli ha sette punti di svantaggio sull’irraggiungibile Inter, ma ben otto di vantaggio sulla Juve quinta; a sole sette partite dalla fine, per la partecipazione alla prossima UCL sembra un passo avanti decisivo.
L’Inter, non appena ha recuperato i suoi infortunati – prima Dumfries e poi Lautaro e Calhanoglu – ha fatto un sol boccone della Roma, a dimostrazione del fatto che, aldilà delle critiche rivolte da molti al tecnico, sono sempre i grandi giocatori che fanno grandi le squadre.
Stesso discorso vale per il Napoli, colpito da una serie pazzesca di infortuni in tutto l’arco della stagione, ma che, non appena ha potuto rimettere in campo alcuni dei suoi uomini migliori, ha ricominciato a vincere in sequenza, senza dimenticare che ieri mancavano ancora Rrahmani, Di Lorenzo, Neres, Vergara e Hojlund, non volendo contare Lukaku, di fatto mai considerato veramente arruolabile quest’anno.
Mi sembra un buon viatico per il futuro prossimo degli azzurri, che però, alla luce proprio degli ultimi risultati apparentemente decisivi, mi sembra più orientato sulla questione della permanenza del tecnico leccese e sul mercato estivo: ai giocatori quindi il compito di riportarci invece sul prato verde, per godere e soffrire per quello spettacolo che così tanto ci piace!
Franco Maresca