1° ottobre 2013 – Londra – Arriviamo all’Emirates gasatissimi e molto presto, conquistando posti bellissimi nel settore ospiti a noi dedicato, a pochi metri dal prato, tanto da poter sentire l’odore dell’erba bagnata. A cinque minuti dal kick-off arrivano gli Ultrà del Napoli, comandati da tal Gennaro De Tommaso, ben più noto come “Genny a’carogna”, i quali, tra effluvi di cannabis ed alcool, costringono, tra insulti e spinte, tutti i tifosi delle prime file ad abbandonare la propria postazione perché a loro spettante, in base a chissà quale diritto divino.
Abbiamo visto la partita in piedi, dietro l’ultima fila, dopo un quarto d’ora il Napoli di Benitez era sotto con l’Arsenal grazie a due gol segnati non certo da carneadi, Ozil e Giraud, che nel 2014 il primo e nel 2018 il secondo, si sarebbero laureati campioni del mondo con le loro rispettive nazionali; lasciammo lo stadio con un senso profondo di amarezza.
4 ottobre 2022 – Amsterdam – Memori della precedente esperienza, non ricordo come eravamo riusciti ad ottenere i biglietti non nel settore ospiti, ma nel mezzo di una tribuna piena di olandesi alla Johan Cruyff Arena. Abbiamo raggiunto il nostro posto salendo su una scala mobile, con le nostre sciarpe azzurre, facendo amicizia con i tifosi avversari. Ci hanno benevolmente schernito quando dopo qualche minuto il Napoli subì un gol, per poi accusare il colpo al pareggio ed essere definitivamente sopraffatti dalla gragnuola di gol che il nascente Napoli di Spalletti mise a segno in quella memorabile serata.
Al nostro quarto gol un tifoso dell’Ajax ci fece un semplice gesto di abbassare i toni della nostra esultanza, e noi ne convenimmo per rispetto. Il Napoli vinse 6-1, dopo la partita nel bar dell’albergo bevemmo in tranquillità una birra insieme anche a qualche olandese, era pure il mio onomastico: lasciammo lo stadio con un senso profondo di gioia.
25 marzo 2026 – Instagram – Un tifoso interista di nome Samuele pubblica un post, in risposta ad un altro di un tifoso napoletano, che si commenta da solo e del quale riporto letteralmente solo l’ultima parte: “….. la rivalità sportiva con voi c’è anche perché non sopporto il vostro allenatore ed il vostro Romelu, ma a capodanno mi sono fatto le vacanze lì a Napoli e mi sono innamorato, gente, tanta roba, cibo non ve lo dico neanche, ovviamente non della squadra, ma questo potete capirlo da soli. In bocca al lupo e buon finale di campionato.”
Corroborato da mille commenti positivi al post, nonostante le becere ed inopportune violenze verbali dei soliti leoni da tastiera (non-tifosi sia napoletani che interisti), ho chiuso Instagram con un senso diffuso di appagamento.
13 aprile 2026 – Instagram – Intercetto, come molti, un post di Mirwan Suwarso, presidente indonesiano del Como, ripreso subito da tutti i media, con il quale, dopo aver lodato la prestazione dei suoi ragazzi, bacchetta apertamente le intemperanze di alcune persone, sfociate in insulti alla delegazione interista presente in tribuna; ne riporto alcuni passi: “Il nostro è un Club con valori solidi e la dignità è uno di quelli più importanti. Questa dignità deve estendersi oltre il campo, verso i nostri avversari, i loro tifosi e soprattutto i loro dirigenti e rappresentanti. Sono nostri ospiti e meritano rispetto. Scherni e insulti ….. minano i valori stessi che difendiamo. …… Chi non sarà in grado di rispettarlo non sarà il benvenuto…..”
Purtroppo, le scene viste ieri nella tribuna di Como si ripetono settimanalmente ed hanno come teatro quasi tutti gli stadi italiani: aggressioni verbali a dirigenti, giornalisti e tifosi delle squadre avversarie; ma l’assuefazione a tale malcostume diventa essa stessa malcostume, del quale dobbiamo ritenerci tutti colpevoli, laddove non siamo in grado di generare un sistema che faccia cessare questi comportamenti, sconvenienti a dir poco. Quando poi la giusta reprimenda viene da un presidente di società non italiano, mi sento davvero piccolo piccolo.
Ho chiuso Instagram con un amaro senso di inadeguatezza.
Franco Maresca