Hippy crack: il vecchio-nuovo sballo tra i giovani coinvolge i calciatori

 

Non ho letto il decreto del GIP di Milano e quindi mi riferisco alle notizie riportate dalla stampa, ma qualcosa a proposito del blitz delle forze dell’ordine che ha portato allo smantellamento di una organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione – che vede coinvolti, come clienti, numerosi calciatori di serie A ed altri sportivi – va detta, qualche osservazione e puntualizzazione appare d’obbligo.

Sono stati dunque scoperti gli altarini della Milano-bene, ma è davvero questa la notizia? O meglio, correggendo il tiro, siamo davvero convinti che una notizia del genere venga appresa con sommo stupore?

Siamo onesti, la percezione non è certo quella della novità, anzi di fronte alla cronaca di questi giorni – che spazia dalla assurda guerra portata avanti dall’ incommentabile rosso crinito tycoon, che sbandiera una ormai decaduta democrazia americana fatta solo di violenze, soprusi, minacce ed intimidazioni alla infinita serie di efferati femminicidi – tale notizia passerà ben presto nel dimenticatoio, salvo ritornare ancor più forte se e quando verranno resi noti i nomi degli sportivi realmente coinvolti.

Ma andiamo oltre la notizia in sé e guardiamoci dietro, scaviamo sotto di essa: cosa ne esce? Chi sono i perdenti in questo losco mondo fatto di lusso, montagne di soldi e uso di droghe?

Forse un po’ tutti i protagonisti sono perdenti.

In primo luogo le ragazze sfruttate: giovani, bellissime e pronte a tutto, pur di mettere in tasca una piccola percentuale del copioso guadagno dei loro mandanti-protettori, per arrampicarsi sempre più in alto nella scala sociale. Ma una scelta del genere, magari in qualche caso dettata da necessità, a lungo andare è distruttiva. E nel silenzio della notte, una volta terminato il “servizio”, prima di addormentarsi, probabilmente quelle ragazze qualche domanda sul futuro e su loro stesse se la porranno e più di qualche lacrima verrà versata, salvo ricominciare il giro, in questa folle corsa, la mattina successiva, dopo una doccia che possa sciacquare via anche la sporcizia della coscienza.

E poi i calciatori che richiedono questi servizi: anch’essi giovani, ricchi, ma contattano il super-magnaccia per una notte di sesso. Eppure credo non ne avrebbero alcun bisogno, potrebbero conquistare qualsiasi cuore semplicemente con la loro notorietà, ma le chiacchiere iniziali tra due persone che si conoscono e si piacciono fanno sempre meno parte del bagaglio dei giovani di oggi, che dalla vita vogliono tutto il meglio e subito, senza fatica.

Il triste quadro che viene fuori è acuito, a quanto si legge, dall’uso della cosiddetta droga esilarante; evidentemente non basta più la semplice notte di sesso, bisogna sballarsi prima, forse inconsciamente per non ricordare più il mattino dopo né i volti né quello che si è fatto.

E quindi il calciatore benestante nelle sue serate di gioia inala dal palloncino il gas esilarante, e solo quello, in quanto sostanza non-dopante; magari l’indomani, di esilarante potrà esserci solo la sua prestazione in mezzo al campo.

Ma la realtà è molto più seria, dietro quel che sembra una sostanza che provoca la “ridarella”. Si tratta infatti di protossido di azoto, sostanza usata in medicina per l’anestesia, che diminuisce la disponibilità di ossigeno per l’organismo determinando disturbi della parola e dell’equilibrio, insensibilità agli stimoli, annebbiamento mentale, allucinazioni uditive e visive, fino alla perdita di coscienza. E’ per tale motivo che viene somministrato a livello medico insieme ad ossigeno, per non avere danni a latere durante l’anestesia.

Usato invece per uso ricreativo, senza l’aggiunta di ossigeno, nel breve potrebbe essere innesco di incidenti o di mancata percezione di pericoli, e se usato frequentemente può portare a declino dell’intelligenza e disturbi mentali vari.

Ora non penso più al calciatore che vuole divertirsi, ma alle migliaia di ragazzi, ai nostri figli, che già fanno uso o potrebbero avvicinarsi al consumo di questa droga ricreativa (“hippy crack”) dagli effetti euforizzanti,……. “tanto la usano anche i calciatori”! Non bastavano i cartelli dei mercanti di  morte, ora c’è anche il cattivo esempio dei “bravi” calciatori.

Quanta tristezza e quanti perdenti, anche apparentemente non coinvolti, possono nascondersi dietro una notizia.

 

franco maresca