CALCIO o RUGBY?

 

CALCIO o RUGBY?

Aldilà delle discipline sportive dove l’affrontarsi fisicamente rappresenta lo scopo stesso della competizione, e forse del football americano, che da noi non ha però mai attecchito veramente, conoscete uno sport più apparentemente violento del rugby? Avete mai immaginato di trovarvi al centro di una “mischia”, tra giganti dalle facce feroci che vi si aggrappano ai calzoncini spingendovi oppure di essere “placcati” alle gambe mentre siete lanciati in velocità? Teste fasciate con turbanti e denti rotti?

Come ultrasessantacinquenne pacifico non vorrei mai che i miei figli o futuri nipoti si avvicinassero a tale sport!

Ma sapete qual è lo sport dove maggiormente regna la lealtà ed il rispetto? Il Rugby.

Avete mai visto atleti che perdono tempo o simulano su un campo di rugby? O capannelli di giocatori che accerchiano minacciosamente l’arbitro? Mai.

E sapete cosa succede quando “arbitro fischia fine” (per dirla con il grande Boskov)?

I giocatori della squadra che ha perso sul campo si schierano come drappello d’onore all’ingresso degli spogliatoi ed applaudono i vincenti che rientrano; poi si scatena la festa, il cosiddetto “terzo tempo”, nel quale vinti e vincitori festeggiano lo sport, bevendo e mangiando insieme, raccontandosi storie e stringendo amicizie trasversali.

E questo è il rugby.

Ma noi siamo tifosi di calcio ed allora torniamo all’adorato pallone: ma ogni tanto c’è qualcosa che ci fa male sentire. La notizia è di qualche giorno fa, prima dell’ormai purtroppo consueto, ma non per questo meno deprimente, addio della Nazionale ai Mondiali.

Si tratta della polemica nata dal fatto che Locatelli – giocatore juventino – ha pubblicato alcuni scatti in cui è ritratto sorridente a cena con – udite, udite! – alcuni giocatori interisti! E allora, apriti cielo e dalli al traditore!

Il confronto con il rugby è impietoso e raggelante.

Ma se questo è il calcio, mi piacerebbe dimettermi da tifoso; solo il cuore malato non me lo permette, ma razionalmente una persona seria dovrebbe “abbandonare il gruppo”, scendere da questo treno e dedicarsi ad attività più salutari e soddisfacenti, quali coltivare un pezzetto di terra e vivere dei prodotti che ne derivano.

Ma è proprio lo spirito del rugby che noi Orgogliosi Partenopei vorremmo diffondere nel calcio: essere sempre amici di tutti ed avversari, sportivamente parlando, solo per i 90 minuti.

Lo spirito vero dello sport, quello nato ad Olimpia oltre duemila anni fa, che faceva interrompere anche le guerre per guadagnare una corona d’alloro e la gloria sportiva.

Cari amici, bisogna provarci, never give up, come direbbe McT, nostro fratello scozzese!

 

Franco Maresca